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Chi sono

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Annalisa Maggiani

 

Performer, danzatrice, specializzata in Butoh e improvvisazione, danzamovimentoterapeuta (membro dell'A.P.I.D. - Associazione Italiana Danzaterapia, Art Therapy Italiana), Master in Art Psychoterapy, laureato in filosofia, psicologo,

Master in Movimento Autentico (A.T.I.), docente.

 

Ha organizzato diversi progetti di performance Butoh in collaborazione con la maestra Yumiko Yoshioka in castelli in Liguria, Toscana e Berlino. Dal 2003 al 2013 ha organizzato e partecipato al festival di solo Butoh “La Danza di Confine” a Lerici e Sarzana (La Spezia). Ha studiato Butoh con Yumiko Yoshioka, Kazuo Ono, Yoshito Ono, Carlotta Ikeda, Anzu Furukawa, Minako Seki, Atsushi Takenouchi e altri. A Berlino, concetto e performance, nella serie di performance in tre parti nella stazione della metropolitana di Nollendorfplatz (2003-2005).

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Trilogia sulla migrazione, la nostalgia e la guerra, concetto e performance per il progetto “Metamorphosen” (Palermo-Ballaró-Berlino, stazione della metropolitana Nollendorfplatz). Con i suoi pezzi da solista, si è esibita insieme a musicisti e artisti visivi in molti festival in Europa. Con il suo gruppo Gest/Azione (www.gest-azione.com) si esibisce soprattutto in spazi pubblici, nelle piazze dei paesi, nelle stazioni della metropolitana, nei castelli e nelle cave, mettendo sempre in relazione la storia con lo spazio.

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In Italia, ha lavorato per molti anni in una clinica diurna per la riabilitazione mentale e in progetti scolastici inclusivi a Pisa.

Ha inoltre tenuto seminari presso l'Università di Pisa, Facoltà di Medicina e Psichiatria. Con una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri italiano. Ministero degli Affari Esteri nel campo della danza e della terapia, ha svolto una ricerca sulle danze di trance a Essaouira-Marocco.

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A Berlino lavora presso il centro interculturale femminile S.U.S.I. nella consulenza psicologica in lingua italiana e nella danzaterapia (gruppo interculturale). Conduce gruppi di danza e terapia del movimento presso il Centro per i disturbi alimentari Thick and Thin. Ha inoltre condotto gruppi di danzaterapia per donne rifugiate in centri residenziali a Berlino. Da oltre 10 anni è docente presso l'Accademia Campus Naturalis.

Nel 2013 ha co-fondato Salutare e. V. Associazione per la salute mentale Italiana in Germania.

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Il mio metodo si basa sulla Danza Butoh, sul Movimento Organico, sulla Risonanza Corporea secondo Yumiko Yoshioka, sul Movimento Autentico, sulla Danzaterapia, sul Lavoro Corporeo e sulla Danza con la Natura e la Coscienza.

Parti di Intervento al Congresso di Campus Accademia  Amburgo 2011

e per S.U.S.I. interkulturelles Frauenzentrum – Erasmus plus 2018-2019

 

Alle Radici dell´Appartenenza

 

 

Creare ponti, trasformazioni interne, scoprire risorse INTERcultura e Danza Movimento Terapia

 

Dott. Annalisa Maggiani danzamovimentoterapeuta ATI-APID

 

“i pezzi in frammenti del mosaico della propria vita  possono creare una nuova immagine ed il mosaico puó acquistare una sua unitá coerente”

 

Il tema dell'Appartenenza - il senso di far parte ed essere parte - é un  tema più che mai attuale in un'epoca di migrazioni e di globalizzazione.

Il senso di Appartenenza, si puó incentivare, curare, é  una ricerca da molto presente nei miei lavori artistico-perforativi come in quelli terapeutico-espressivi.

A Berlino al centro interculturale S.U.S.I. nel gruppo Interculturale di Danzaterapia il tema appartenenza ad ogni incontro si mostra, sviluppa e prende corpo. Per I migranti, i rifugiati, come anche per tutti coloro i quali abitano la globalizzazione, il tema Appartenenza, il senso di far parte ed essere parte, come essere umano é presente e importante.

Nelle performance participate svoltesi alla metropolitana di Berlino( Partir bisogna, Metamotphosis) il tema dell´appartenza é stato esperito e “vissuto”.

 

La consapevolezza delle risorse individuali é legata al senso di appartenenza: si attua un nutrimento reciproco e noi,  attraverso il movimento, il lavoro di gruppo e il processo creativo, allenando la capacitá di ascolto e di trasformazione dei vissuti in esperienze individuali e collettive, attraverso il loro incorporarsi- embodiment – possiamo stimolare e “annaffiare” le „radici“ all´Appartenenza.

 

In fondo il senso di appartenenza é un bisogno vitale, é  una ricerca sempre in movimento.

 

"Bisogno di rispecchiamento, di essere visti e rispecchiati come un fiore che si apre alla vita" questo scrisse un partecipante di un gruppo psichiatrico di danzaterapia e una Upanisad ( antico testo sacro dell´India) la n… si inpernia su questo tema: 


Tat wam asi "- Anche questo sei Tu ", come una forma di  comunicazione che nasce dal corpo, si incorpora ,"incorporata" nasce allora da un solo un duo.

Per arrivare ad un senso profondo del sé è  importante che esista un altro da Sé:

“L’uomo senza relazioni non possiede totalità, perché la totalità è raggiungibile solo attraverso l’Anima, la quale , dal canto suo, non può esistere senza la sua controparte, che si trova sempre nel tu. La totalitá consiste nella combinazione di io e tu, che appaiono come parti di una unitá trascendente                                                                                           C.G. Jung

 

"Mi rispecchio nei tuoi occhi"... sono visto dunque esisto...frasi
di una storia d´amore che comincia lá dove comincia la vita: il sentirsi visto,
rispecchiato, il rispecchiare e la forte sensazione di Esistere ed essere
"in connessione", in profonda comunicazione.

 

Nella danzamovimento terapia, attraverso il rispecchiamento, il terapeuta
riflette e risponde ai movimenti del cliente, attraverso l'empatia assume
il suo ruolo investendo i propri movimenti dello stesso tono emotivo
 ampliandone così la sua consapevolezza.

 

In questo “passo a due”   entrambe le parti escono arricchite.

 

IL  Tema per noi  qui  è  il  controtransfert somatico, quello che in noi suscita la danza dell’altro, da cui possiamo uscirne arricchiti, spunto per una profonda connessione con l´altro : il rispecchiamento (mirroiring) con tutte le sue nuance è lo spunto metodologico.

 

Ma l´altro lato dell´esperienza é  nel gruppo: attraverso il rispecchiamento -  che  rimanda a parti di sé che nell´incontro con l´altro prendono forma  e ció porta ad un profondo senso di appartenza.

 

Nella danzamovimento terapia si possono vivere in modi diversi
momenti di riconoscimento del proprio sé, delle proprie emozioni, momenti di
profondo scambio e relazione: la tecnica del rispecchiamento si colloca ad
un livello di sintonizzazione profonda che richiama al reciproco accordarsi
ed armonizzarsi della coppia madre-bambino.

Tat wam asi - anche questo sei tu- frase che ricorre in una Upanisad (antichi testi sacri indiani) ci riporta a questo stato di profonda
riflessione con ció che ci circonda, stato  che porta  ad un profondo senso
del proprio Sé. ´

Alla luce della scoperta fatta dalle neuroscenze dei "neuroni  specchio",
questa "tecnica" della danzaterapia acquisisce una "base scientifica":
"...l´individuo ha una capacitá  innata e preprogrammata ad incorporare,
assimilare, imitare lo stato di un´altra persona ed i neuroni specchio
costituiscono la base di questa capacitá.

 Ma per il raggiungimento della sua piena espressione questa predisposizione ha bisogno di avere come complemento un adeguato comportamento del caregiver che lo rispecchi
interagendo con lui in modo coerente e prevedibile..."V. Gallese, P.Migone,
N.Eagle

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  1. Creare appartenenza: Esperienze di DMT in un gruppo interculturale

 

Le radici dell´appartenza si trovano forse qui, in questo territorio di confine tra Sé e l´altro.

 

 Attraverso l´incorporare- Embodiment- questa esperienza si puó raggiunger:  quello che é stato  vissuto come una mancanza in nuovi contesti di esistenza si ripropone come forza.

 

 La filosofa Maria Zambrano nel suo saggio „lettera dall´esilio“ ha ben visto lo stato esistenziale dell´esiliato, del rifugiato.

 

 É colui che é in un luogo che non lo „abbraccia“ e non lo sostiene, é in un luogo misterioso dove ci si sente come i „tontos“ di Velasquez.

 

 Penso che questa sia  la situazione interiore  nella quale anche molte persone, oltre che quelle realmente esiliate o migranti, nella societá contemporanea sentono: il tema del vuoto e quello conseguente dell´appartenenza.

 

 Corpo Migrante     versus    Corpo frammentato

Corpo globalizzato versus   Corpo „flessibile“

  

Il corpo del migrante é spesso frammentato, con parti che  sono rimaste in luoghi lontani.

  Il corpo globalizzato, é un corpo „flessibile“ che si deve sempre muovere velocemente che deve conformarsi a nuovi luoghi relazioni e attivitá lavorative.

 Entrambi soffrono del pericolo della frammentazione, ció vuol dire della perdita di Sé stesso come unitá coerente, la perdita della sensazione profonda di apparteneza.

Attacchi di panico, paura diffusa sono le risposte soggettive inconsce a questo stato.

 

L´approccio espressivo e creativo in campo inteculturale puó essere una chance per lavorare e superare questo stato esistenziale: i pezzi in frammenti  del mosaico della propria vita  possono creare una nuova immagine ed il mosaico puó acquistare una sua unitá coerente.

Il corpo viene sentitito di nuovo come contenitore della nostra storia e diventa cosciente della perdita ma sa anche che il Nuovo puó essere integrato, le radici si sviluppano di nuovo in un luogo che é  il proprio Sé ( dalll´introduzione a „Partir bisogna“ Performance Metropolitana di Berlin)

 

Integriamo una Nuova Appartenenza

 

La tematica del „Corpo abitato“ é molto importante nel lavoro interculturale ma anche nel lavoro di presa di consapevolezza di parti frammentate, tipica dello stato esistenziale odierno-  

 

Il corpo consapevole, con connessioni attive interne ed esterne- in contatto col proprio spazio personale che  puó allora  abbracciare e portare in connessione con il mondo esterno,fare esperienza del corpo come „contenitore“ ci puó aprire la porta per nuove connessioni simboliche nella nostra vita, lasciare crescere nuove radici  per ritrovare la fiducia in noi stessi, un senso di coerenza ed appartenenza.

 

 Per ognuno é un viaggio nel proprio Sé, in contatto con la propria appartenenza e le proprie radici interne.

 

 Odisseo é una delle figura mitologica di questo processo: per tornare a casa bisogna fare un lungo viaggio.

  

 In un gruppo interculturale di dmt il lavoro procede su tre piani:

 

  • L´identitá personale

  • La dimensione culturale come dimensione da riscoprire e ri-conoscere

  •  L´incontro con l´altro che viene da un´altra cultura.

 

Questo incontro puó far nascere  risonanze, sorgenti di risorse, esperienza che dona una profonda consapevolezza di Sé stessi e dell´“Altro“.

 

 G., una partecipante ad un gruppo interculturale di dmt a Berlino, scrive sotto al disegno

Fatto dopo il movimento:

„Il mio albero é vicino ad un mare mosso, puó essere trascinato via. Sopra ci sono turbini di nuvole ed io voglio che  dal mio albero escano radici che lo facciano resistere“

Dopo una seduta intensa di movimento nel gruppo G. intitola il suo nuovo disegno

„coraggio di vivere“ e scrive:

„una albero di ciliege, molto grande, come ce ne sono in Italia, nel mio paese, c´é mia nonna ed io vicino a lei raccolgo molte ciliege- cosí buone, cosí dolci.“

 

 Quando noi lavoriamo con il movimento e media espressivi  rendiamo visibili paesggi interni, desideri, bisogni e in questo modo nutriamo il nostro albero interno, fortifichiamo le radici interne, in contatto con quella terra madre che é in ogni persona.

 

C´é allora Una terra madre, che appartiene ad ognuno  e che puó essere contattata da nuove appartenenze e c´é  La terra madre, nella quale siamo nati e dalla quale ci sentiamo a volte traditi.

 

In un  gruppo interculturale che si basa sull´ approccio espressivo, siamo su un piano non verbale in cui si puó vivere una profonda condivisione del nostro Essere: attraverso l´altro possiamo ri-scoprire nuove parti del nostro Sé.

  Nell´intercultura siamo sempre nuovamente confrontati con i nostri confini: nell´incontro si fa eperienza di risorse per la crescita ed ogni processo di trasformazione ha bisogno di varcare confini.

 Il senso dell´appartenenza puó essere  paragonato ad uno specchio: se l´altro rimanda la nostra immagine allora possiamo ricevere un senso profondo si Sé stessi.

 

Un´altra partecipante scrive dopo un intenso incontro di movimento con una donna di un´altra cultura:

„Io sono a volte in conflitto con la mia cultura: qual´é la mia terra madre? Mentre ho danzato con G. ho sentito la sua forza istintiva e mi sono sentita a casa.. lei mi ha dato la forza per risvegliare e dare fiducia alla mia parte istintiva „

 

 Il nostro viaggio é in una terra che é in noi.

 È un lavoro sull´umano, sulla capacitá di trasformazione,

una ricerca sull´appartenenza

che sempre di nuovo in noi stessi si puó creare.   

 

  Le  esperienze primarie del corpo come portatore del senso individuale del Sé.

 

  „ Un antico senso dell´identitá del Sé, dei confini corporei o antichi conflitti riferiti alla differenziazione e individuazione possono essere rivissuti in ogni momento della vita „ (M.Mahler, 1980)

 

La dmt sostiene la consapevolezza delle sensazioni corporee, delle connessioni corporee.

Letteratura

 

C.G.Jung,  Simboli della trasformazione Opere Vol.5

 C.G. Jung, Leo Frobenius, Max Scheler, Hans Much  u.a., Mensch und Erde in Darstellungen von Graf Hermann Keyserling,  Darmstadt Herausgeber  Hermann Keyserling  O. Reichl Verlag, 1927

Donald Winnicott, Gioco e Realtá 1974

Margereth Mahler, la nascita psicologica del bambino

León und Rebekka Grimberg, Psychoanalyse der Migration und des Exils, Verlag Internationale Psychoanalyse München und Wien 1990

Liotta Elena Anima e terra il valore psichico del luogo, ed. Magi  2009

Peggy Hackney, “Making Connections-Total Body Integration Trough Bartenieff Fundamentals”, Gordon and Breach Publishers, 1998

A. Kennedy,  „Bewegte Wissen. Laban/Bartenieff-Bewegungsstudien verstehen und erleben“, Logos Verlag Berlin, 2010.

​IN THE ARTS OF INCLUSION AND CONNECTION

Atti del quarantennale di Art Therapy Italiana, Bologna 2022 a cura di Anna Maria Lagomaggiore e Marina Massa 2024, 330 pagine, Editore Magenes, Collana Blucarminio,
Sezione Connessioni


“Tante volte sprofondare e tante volte riemergere training del passaggio dal buio alla luce” un approccio ecologico"
                                                                                                                                                 Annalisa Maggiani


“...e ci si risveglia per trovare corpo e anima giá riuniti, un incontro miracoloso, il corpo ronzante come api soddisfatte in un giardino d´estate.”                                                                                                                         M. Milner

In questo tempo dominato dalla Tecnologia, il ruolo del “Corpo- Natura”, della natura come alleata alla Vita, fonte di risorse per l´essere umano (elemento emerso in modo toccante durante i lookdown della pandemia) acquista paradossalmente sempre piú spazio insieme al recupero di un rapporto ecologico e sistemico con sé stessi e con ció che ci circonda ispirato proprio da quel grande perfetto Sistema che é la Natura. Cosí in questo tempo in cui in modo vertiginoso le contraddizioni dell´antropocene si rivelano, emerge la necessitá di creare vie e nuovi territori in cui la comunicazione empatica, il corpo, la danza e l´arte svolgano il loro antico ruolo salvifico di connessione, di creare nuove modalitá di con-vivenza, in cui il pensiero simbolico colleghi l´essere umano alla natura creando un nuovo senso di appartenenza. La Danza Movimento terapia puó svolgere oggi un ruolo importante in questo ambito di ricerca creando un rapporto dialogico con la natura. Guardando alla natura notiamo che la ciclicità della vita è un punto fondamentale che la natura ci trasmette, lo scorgiamo in ogni sua forma e possiamo danzare, incarnandola, la capacità di riemergere alla luce dopo il buio, di cadere e risalire, sprofondare e riemergere, appassire e rifiorire, rinsecchire e ritrovare nutrimento, morire e rinascere. Tutto questo lo possiamo esperire nella natura e quando ci muoviamo in connessione ai suoi elementi, ció ci trasmette la forza di sentire le nostre cadute, abbandoni, cedimenti all´interno di una forza ciclica confidando nella possibilitá di rialzarci e riprendere la vita: le nostre risorse si attivano in questo momento portandoci ad essere piú ricettivi e capaci di reagire. Non sono Sola. Questo continuo cambiamento di cui è imperniata la natura è la base per la vita e questo nella danza movimento terapia lo ritroviamo nei temi e principi di movimento di I. Bartenieff (A. Kennedy, 2010 p.127) integrati dal lavoro di Peggy Hackney sulle connessioni corporee (modelli di movimento). Danzare e muoversi con la natura e nella natura, gli elementi, ci fa entrare in profonda connessione con questi temi, principi e modelli di movimento in modo incarnato, vissuti nel profondo di un´esperienza originaria di contatto e relazione e ci porta ad ampliare la consapevolezza della vita nel suo interminabile mutamento entrando in contatto con le radici della resilienza.
Il lavoro con la natura, gli elementi è un approccio che nutre il Sé, in quanto nel qui ed ora dell´esperienza, i rispecchiamenti, i momenti di improvvisazione come di contemplazione, la traccia artistica e di scrittura in relazione con gli elementi portano ad un contatto diretto con i nostri desideri, bisogni, con la nostra essenza che in modo autentico si manifesta. Ma è anche un approccio "ecologico", sistemico nel rapporto con noi stessi, il nostro corpo e ció che ci circonda, l´incontro e la risonanza con gli elementi della natura possono creare un terreno di profonda consapevolezza, senso di appartenenza e rispetto verso Se´stesse e tutto ció che vive. Questo tipo di approccio con la natura ed in natura amplifica e canalizza in un contenitore attivo ed aperto i vissuti personali mettendoli in connessione con quelli collettivi, in un´ottica che è anche interculturale in quanto nella natura si entra in contatto con tante “culture”, speci, diversitá che si incontrano e si nutrono l´un l´altra. Si crea uno spazio e tempo soggettivo e nel tempo stesso trans-personale e collettivo. La Natura ci concede tante metafore, ma danzare con la natura é qualche cosa di piú profondo: si incarnano e si incontrano gli archetipi fondamentali legati alla vita ed alla trasformazione, si abitano gli opposti, si apre un universo di significati, di risonanze, di paesaggi interni che a loro volta aiutano ad incentivare l´incontro con la natura creativa del Sé. Sono questi i diversi piani che ho portato e condiviso al congresso nel workshop “Tante volte sprofondare e tante volte riemergere training del passaggio dal buio alla luce”.
La danza movimento terapia ad approccio psicodinamico in relazione agli elementi della natura puo´aprire uno spazio radicalmente salutogenetico incentivando risorse che nutrono la Resilienza: contattiamo un senso collettivo dell´Essere che ci sostiene con Con-passione. Questo approccio incentiva un profondo senso di Appartenenza, di Empowerment, Empatia. La mia esperienza più che ventennale di lavoro con la natura e in Natura ha portato alla creazione del mio metodo “Danza con la Natura e Consapevolezza- Nutrire il Sé ” metodo che attinge alla Danza MovimentoTerapia, Terapie creative, Danza Butoh, all´ecofilosofia-ecologia del profondo. È importante oggi, orientare la nostra vita in direzione del rispetto, della consapevolezza, della stima di Sé e di ogni piccolo essere sulla Terra: il contatto-dialogo con la Natura attraverso la Danza Movimento Terapia può aiutare enormemente la collettività ed il dialogo tra le culture. Nella Natura incontriamo la diversitá e la sua preziositá, ogni essere, animato o inanimato ha un senso: il lavoro in Natura ci ricollega a questo senso originario di Validitá dell´Essere.


Letteratura
Albers I. & Franke A. (2012), Animismus. Zürich, Diaphanes
Bolen J.S. (1991) Le Dee dentro la donna. Roma, ed.Astrolabio
Chodorow J. (1998-1998) Danzaterapia e psicologia del profondo. Como, Red edizioni
Halprin A., Danses de la Terre: le corps repond aux rythmes de la nature. Bruxelles, Novelle de Danse, contredanse asbl 46, (32-47)
Hackney P. (1998) “Making Connections-Total Body Integration Trough Bartenieff Fundamentals”. Gordon and Breach Publishers
Hirsch S.C. (1971) La Comunitá Vivente. Mi, Mondadori
Kennedy A. (2010) Bewegte Wissen. Laban/Bartenieff-Bewegungsstudien verstehen und erleben“. Berlin, Logos Verlag
Liotta E. (2009) Anima e terra il valore psichico del luogo. ed. Magi
Mancuso S. & Viola A. (2015) Verde brillante. Mi, Giunti
Milner M. (1990) L´alba dell´eternitá un modo di tenere un diario. Cittá di Castello Borla
Otto R. (1919/2009) Il Sacro. Sull'irrazionale nell'idea del divino e il suo rapporto con il razionale. Mi, Feltrinelli SE
Pinkola Estés C. (1992) Donne che corrono con i lupi. Como, Frassinelli
Thoreau (2009) Camminare. Mi, Oscar Mondadori
Woodman M. (1992) Puoi volare farfalla. Psicologia femminile e trasformazione. Como, Red edizioni

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